DALLA SARDEGNA
Care amiche e amici.
Si è tenuto a Cagliari il 16 novembre
ultimo scorso, presso il Policlinico Universitario di Monserrato - Cagliari
unincontro medici pazienti, organizzato dal prof. Del Giacco e la sua equipe. Erano
presenti diversi specialisti, invitati per loccasione, che ci hanno consentito di
approfondire la conoscenza dei vari aspetti riguardanti la malattia.
Abbiamo deciso questa formula di riunione, per consentire a tutti i
partecipanti di porre le loro domande, il risultato è stato un successo. Per chi non è
stato presente allincontro, pubblichiamo una relazione, che è la sintesi degli
argomenti discussi, e i nominativi dei relativi specialisti presenti. A questo proposito,
ringraziamo sentitamente il Dott. Torrazza e il Dott. Piludu per la loro disponibilità e
competenza.
I lavori si sono conclusi con un piccolo rinfresco offerto dal gruppo
LES Sardegna
..di più non era possibile fare.
Per quanto riguarda la compattezza del nostro gruppo mi ritrovo
in linea con quanto ha scritto nel precedente numero di Icaro, Rosy del gruppo Piemontese,
anche da noi cè pochissimo entusiasmo, e scarsa partecipazione. Rinnovo a tutte le
iscritte della Sardegna, ( in previsione della giornata nazionale del LES che si
celebrerà nel mese di ottobre 2003 ), una maggiore partecipazione,con suggerimenti e idee
affinché anche il nostro gruppo, dia il proprio contributo in questa ricorrenza. A fine
marzo sarò presente, alla riunione del comitato direttivo che si terrà a Rapallo, se
avete degli argomenti da proporre, sono a vostra disposizione. Abbiamo in programma di
costituire una sede a Cagliari, per facilitare i nostri incontri sociali, se tutto andrà
bene verrà data informazione a tutti, tramite il sito regionale, perciò vi invito a
visualizzarlo.
Le vostre richieste inviatele a, giovannaoro@inwind.it
Giovanna 070/7282357 e 339/7975513 Francesca 070/781547
Un abbraccio Giovanna
SABATO 16 NOVEMBRE 2002 - ORE 10.00 - INCONTRO MEDICI - PAZIENTI
POLICLINICO UNIVERSITARIO DI MONSERRATO CAGLIARI
Il 16
novembre 2002 presso il Policlinico Universitario di Cagliari si è svolto un incontro tra
pazienti e medici organizzato dal Gruppo Italiano per la Lotta contro il LES. Alla
riunione hanno partecipato la signora Giovanna Oro,in rappresentanza della Sezione
Sardegna, e diversi specialisti impegnati quotidianamente nello studio e nel trattamento
delle malattie del tessuto connettivo, tra cui il prof. Del Giacco, il prof. Manconi, la
prof.ssa Paoletti, il prof. Altieri. Il dott. Ibba, il dott. Passiu, e la dott.ssa Piludu.
Linteresse dei numerosi pazienti si è focalizzato sulle problematiche relative alla
gestione del LES e la discussione è stata loccasione per fare il punto sulla
realtà assistenziale della Sardegna in riferimento a tale patologia. Il LES è una
malattia autoimmune sistemica facente parte del gruppo delle patologie del tessuto
connettivo e ha unorigine multifattoriale, essendo coinvolti fattori genetici,
ambientali immunologici ed ormonali. E molto variabile nella sua presentazione
clinica, in quanto può colpire vari organi e apparati, ed è caratterizzato da
riacutizzazioni e remissioni. Per la diagnosi esistono peraltro dei criteri ben definiti,
elaborati nel 1982 e rivisti nel 1997 dallAmerican College of Rheumatology,
consistenti in una serie di sintomi e segni clinici e dati di laboratorio che possono
presentarsi nel corso della malattia. Come è emerso nella riunione, il destino dei
pazienti con LES sta radicalmente cambiando, grazie ai progressi diagnostici e terapeutici
degli ultimi decenni. Pur essendo ancora una patologia potenzialmente mortale, specie nei
soggetti con interessamento del rene e del sistema nervoso centrale, la sopravvivenza è
notevolmente aumentata: mentre nel 1950 era del 49% a 5 anni, studi recenti mostrano una
sopravvivenza superiore al 90% a 10 anni. Questo miglioramento è dovuto soprattutto alla
precocità della diagnosi ed alla disponibilità di efficaci armi terapeutiche, che
garantiscono una buona prognosi in termini di aspettativa e qualità della vita,
consentendo ai soggetti con LES di condurre una normale vita di relazione. Alla classica e
sempre valida terapia con corticosteroidi, che spesso costituiscono la "fobia"
dei pazienti- e talora anche dei medici!- si affiancano oggi trattamenti con antimalarici
(idrossiclorochina) e immunosoppressori (azatioprina, ciclosporina A, ciclofosfamide,
methotrexate) che permettono di ridurre la dose e quindi di minimizzare gli effetti
collaterali degli steroidi. Come sottolineato dal prof. Del Giacco, i cortisonici sono
comunque ancora uno strumento terapeutico assai prezioso, che non va mai sospeso
arbitrariamente per non incorrere in un possibile effetto "rebound" con
riesacerbazione della patologia. Altro problema di stretta attualità, sollevato in
particolare dal prof. Manconi, è la moda delle terapie alternative, spesso prescritte non
in afffiancamento ma in sostituzione dei farmaci tradizionali. Questi trattamenti
alternativi, talora giudicati innocui poiché privi di effetti collaterali, sono in
realtà potenzialmente nocivi e pericolosi perché lasciano il paziente scoperto,privo di
una terapia realmente efficace. Per la diagnosi e la gestione del LES è necessario invece
affidarsi a specialisti qualificati, che operano presso i centri di riferimento
pluridisciplinari e che stabiliscono schemi di terapia basati sulle attuali evidenze
scientifiche. In Sardegna esistono strutture ospedaliere allavanguardia in questo
campo e pertanto, come ribadito dalla signora Oro,bisogna che cessi per i ma lati sardi di
LES il triste costume dei pellegrinaggi della speranza. Linteresse è stato poi
catturato dai problemi ginecologici che sono assai importanti in questa patologia, che
colpisce soprattutto le donne in età fertile. La prof.ssa Paoletti ha indicato la
possibilità anche per le pazienti con LES di utilizzare la pillola anticoncezionale,
purchè in una formulazione con basso contenuto di estrogeni e sotto stretto monitoraggio
clinico e di laboratorio. La gravidanza può essere condotta, ma va programmata in un
periodo di remissione della malattia, continuando ove è possibile la terapia in atto; è
opportuno inoltre eseguire preventivamente uno screening per la sindrome da anticorpi
antifosfolipidi, che può associarsi al LES e si caratterizza per il verificarsi di aborti
ripetuti e trombosi. Losteoporosi costituisce uno dei principali effetti collaterali
della terapia steroidea. Oggi sono peraltro disponibili, come hanno sostenuto il dott.
Ibba e il dott. Passiu, farmaci come i bifosfonati che consentono di aumentare la massa
ossea e di prevenire le fratture. Altro capitolo assai significativo nel LES è il
coinvolgimento renale. Il prof. Altieri ha ribadito la necessità di controllare
regolarmente i pazienti, anche asintomatici, con periodici esami clinici e di laboratorio,
in modo da cogliere i primi segni di esacerbazione della malattia. Se è vero infatti che
non bisogna curare solo lalterazione ei dati di laboratorio, bisogna però valutare
con attenzione leventuale modificazione degli stessi, che può precedere
lesordio di danno dorgano e di un sintomo clinico .A tale proposito alcune
metodiche strumentali possono rivestire un ruolo significativo; la dott.ssa Piludu ha
illustrato i vantaggi e le indicazioni di un esame di semplice esecuzione e non invasivo,
la capillaroscopia. Essa , studiando il micro circolo alla base delle unghie, può
individuare precocemente alterazioni vasculitichee può rivestire valore diagnostico nelle
connetiviti in cui vi sia la sovrapposizione di diversi quadri clinici (sindromi overlap).
A conclusione
della riunione tutti i partecipanti hanno espresso lauspicio che simili incontri
divengano un appuntamento periodico,possibilmente esteso anche alla partecipazione dei
medici di famiglia, che devono sentirsi coinvolti a pieno titolo nella gestione del
paziente. Questi appuntamenti rappresentano infatti unimportante occasione per
fornire informazioni pratiche e aggiornate ai soggetti con LES, garantiscono un dialogo
costruttivo e un confronto con gli specialisti che li seguono e rafforzano la
collaborazione interdisciplinare che deve essere la base per un corretto e moderno
approccio verso la malattia.
dott.
G. Piludu
dott.
M. Torrazza