I diritti assistenziali e previdenziali delle persone affette da Lupus Eritematoso Sistemico
SEMINARIO 24 OTTOBRE 2003
presso il Centro Servizi per il Volontariato (CESV) del Lazio
Hanno introdotto Patrizia Sparti, dirigente nazionale del Patronato INCA CGIL e Carlo Bracci, medico legale che collabora come volontario con la Casa dei Diritti Sociali.
Hanno partecipato alla vivace discussione più di 50 aderenti alla Sezione Regionale Lazio del Gruppo Italiano LES.
Sono stati definiti i criteri che sono alla base del giudizio di invalidità nei diversi ambiti:
È stato così sottolineato che la non coincidenza dei vari criteri di giudizio può portare a situazioni in cui un lavoratore viene giudicato non idoneo alla propria mansione (per cui rischia il licenziamento), ma non ha i requisiti per il riconoscimento della invalidità civile o di quella INPS.
Di conseguenza è opportuno che prima di presentare al proprio datore di lavoro un attestato di invalidità vengano prese in considerazione le tutele reali, spesso differenti da contratto a contratto di lavoro.
Una seconda parte della discussione è stata dedicata alla legge 104/1998, che definisce il concetto di handicap; è stata sottolineata limportanza dei fattori sociali che determinano la condizione di svantaggio, che non sempre vengono tenuti nella giusta considerazione da parte delle Commissioni delle Aziende USL. Ad esempio un deficit delle funzioni immunitarie è capace di determinare una condizione di handicap in un paziente che per raggiungere il lavoro deve affrontare lunghi trasferimenti usando mezzi pubblici affollati, specie nei mesi invernali, quando maggiore è il rischio di contagio di malattie virali respiratorie; lo stesso paziente può non essere più in situazione di handicap se viene trasferito vicino a casa.
È stato poi chiarito che il giudizio di permanenza di una infermità si riferisce a una situazione di cronicità di cui non si può prevedere la durata e non necessariamente a una condizione destinata a durare per tutta la vita.
Infine è stato ricordato come le Associazioni dei lavoratori rappresentate a livello nazionale possono dare vita ai Patronati, il cui compito è quello di assistere i lavoratori nei confronti degli istituti Previdenziali e delle USL; questa assistenza è gratuita nella fase amministrativa, in quanto i Patronati ricevono un contributo dal Ministero del Lavoro per ogni pratica seguita con successo.
Nella eventuale fase giudiziaria è dovuto invece un contributo alle spese, previsto da norme di legge.
Carlo Bracci